LA SCULTURA PER LA CITTA'

XXV Biennale D'Arte Contemporanea - Città di Alatri

Il Progetto Sculture per una Città - articolandosi lungo un percorso urbano comprendente diverse caratterizzazioni d'uso, include al suo interno, accanto a funzioni e competenze di revisione storica con opere cronologicamente scandite tra gli anni '60 e gli anni'80, la necessità di una originaria entità di confronto, il 'territorio'. Precedentemente allo specìfico confronto con i valori e le realtà incluse nel concetto di città, tra urbanistica, architettura, una materia ben più indefinita ma con il suo carico di valori ereditati e depositati nel termine riassuntivo di 'territorio' appare alla base di ogni impegno espressivo e quindi di collocazione ed insediamento.
All'origine dell'esposizione Borderland del febbraio 1989, pur non predisposta su un territorio urbano predeterminato ed allo stesso momento veniva accolto il 'contenitore' museale secondo le diverse regole e soluzioni dell'interrelazione ed interferenza tra le opere, complessivamente caratterizzate dal forte dato polimaterico e quindi di manufatto, relatore cioè di componenti e rimandi vivacemente collegati-estrapolati dalle realtà antropologico-quotidiane.
Nasceva un percorso-foresta caratterizzato non da separatezza ma da conflittualità dove ogni valore si arricchiva di nuovi dati ed attribuzioni in fase di movimento del punto di osservazione, con mutamento del paesaggio e delle sovrapposizioni; un percorso-territorio eretto dai singoli manufatti, per gli autonomi apporti, e per il loro confluire nel concetto di insieme,e quindi di realtà, nell'attribuzione infinita del suo significato.
Il territorio è quindi la realtà, tra staticità ed evoluzione , caducità e rinnovamento, ed è da essa ed in essa, nei suoi valori immensi, che l'attuale elaborazione creativa e quindi quella critica deve riconoscere di confrontarsi ed ancora di appartenere; coscienza del territorio in fase di elaborazione e progettazione, produzione ed installazione diventa una esigenza impellente di chiarezza che anticipa significatamente le specificità della sede espositiva, nel caso in oggetto, la città.

brano tratto dal catalogo della biennale

 
 
 

poesie di Daniele Benvenuto - Versilia Oggi

A cura delle "Seledizioni" con prefazione di Roberto Sanesi è stato stampato "I fragili equilibri" di Daniele Benvenuto.
Da diversi anni Benvenuto alterna la sua atttività creativa tra la poesia e la scultura, due attività espressive che sono parallele per l'attitudine intrinseca di sintesi espressiva di stati emozionali e attività intellettuale. Solo in questi giorni è uscito il suo primo libro di poesie. Nato nel 1951 questo poeta-scultore di Pietrasanta ha sempre vissuto a contatto con l'arte, essendo suo nonno Giovanni scultore e suo zio Elio un artista affermato negli Stati Uniti. A venti anni Daniele Benvenuto ha cominciato seriamente a sentire il bisogno di scolpire, e solo a ventisei, dopo un viaggio in America dove ha conosciuto Lawrence Ferlinghetti, ha cominciato a scrivere. Fu molto colpito dalla personalità di quel poeta. Un anno fa dopo aver partecipato a vari premi di poesia, Daniele è stato segnalato al Premio Internazionale di poesia Marco Tanzi, che si svolse a Viareggio, organizzato dalla poetessa Marisa Priori Tanzi: tra i vari membri della giuria c'era Roberto Sanesi, poeta e saggista noto nell'ambiente letterario italiano, il quale ha voluto scrivere la prefazione a "I fragili equilibri". E' stata una soddisfazione intensa, tanto più che dopo ha avuto la comunicazione dall'Editore che "I fragili equilibri" partecipano al Premio Viareggio ed al Premio Carducci.

 
 
 

Il disegno degli scultori
Museo dei Bozzetti - Pietrasanta(LU)
10/29 Settembre 1988

Il disegno è la presa diretta del pensiero stesso dello scultore a volte è quasi come una pagina di un suo diario - per questo il disegno degli scultori è più segreto - è più privato che il bozzetto destinato alla realizzazione di una scultura. Un disegno può avere diversi fini: può essere la prima esplorazione di una idea, la sua prima visibile realizzazione può essere una dimostrazione di un sistema visivo o può semplicemente essere il risultato di una voglia di disegnare.
Vedi alla voce: disegno (una rappresentazione con linee e segni di figure immaginate o di oggetti reali).
Vedi nella mostra tra linee e segni di figure immaginate e oggetti reali: il disegno sculturale, il disegno informale, il disegno calligrafico, il disegno geometrico, il disegno naturalistico, il disegno realistico, il disegno surreale, il disegno pittoresco, horrore vacui, il disegno minimale, il disegno nero, il disegno fotografico, il disegno naive, il disegno urbano, sia reale come utopistico.

Tratto dal testo di presentazione presente sul depliant della mostra

 
 
 

OPERE PRIME
Pittori - Scultori e Grafici della Versilia Storica - Seravezza (LU) 27/08/1983

Quello che si voleva evidenziare in questa mostra è stato da me scritto sull'essenziale catalogo, vale a dire il fatto di avere una visione di quella che è la pittura, la scultura e la grafica nella Versilia Storica, e naturalmente ogni cosa è riferita ad elementi "in vita", poichè il discorso delle presenze passate -ma attuali- dei vari Acci, Parri, Gabrielli, Coluccini ed altri, è da concretizzarsi in altra occasione e data.
Sottolineo l'importanza di questa collettiva come colloquio tra artisti, e naturalmente stante il grande numero di operatori estetici dei nostri luoghi, sono stati inviati o reperite opere da collezionisti, solo una parte di firme, cosicchè l'esposizione non si è potuto farla più grande di così.
Effettuare una mostra generalmente non è facile, e nell'allestirla non si accontenta che una parte del pubblico giacchè c'è chi preferisce il figurativo tradizionale, chi no, chi ama l'opera in marmo,chi in bronzo, a chi piace il non figurativo o l'astrazione, dunque questa collettiva penso abbia colpito nel segno raggiungendo la sua finalità con l'allestire un filo logico del tutto. Siamo partiti casualmente da opere improntate al tradizionale, per giungere anche ad espressioni diverse, e si sente tuttavia entro il tutto quel senso di versiliese che non abbandona gli autori presenti.
Noi tutti sappiamo cosa voglia significare la Versilia artistica a livello nazionale ed internazionale, cosa sia stata agli inizi del secolo lazona di stazzema con i vari Filadelfo Simi ed altri ottocentisti, così come per seravezza col suo Viner e la presenza di Lorenzo Viani, Forte dei Marmi con Guidi, Dazzi, Carrà, Carena, Marini, Pietrasanta con Leone Tommasi, Parri,Coluccini, ma i nomi si alternerebbero ai nomi; nei vari laboratori di marmo e nelle fonderie hanno lavorato e lavorano scultori provenienti da tutto il mondo, i contatti dunque sono densi e importanti, cosicchè da Annigoni a Migneco, da Treccani a Cascella, aMoore, a Lanci, a Maccari, questa terra riassume il volto dell'arte contemporanea. Inquesto raggio si inseriscono i nostri pittori e scultori, egrafici naturalmente, che in certi casi si allineano alle scuole delle famose presenze artistiche in Versilia ma in altri casi, dopo averne assimilato il lato tecnico, ecco che finalmente e direi non certo con ampi spazi di silenzio, loro stessi assumono una identità frutto di un lavoro lungo,di una macerazione fatta di contatti umani e artistici. Alcuni sono presenti in questa mostra che simbolicamente rappresenta anche il nostro volto, la nostrastoria locale, e nel tutto ci piace evidenziare il fatto che siano presenti anche nomi nuovi, provenienti dall'Istituto d'Arte di Pietrasanta, ed altri ancora che pur avendo frquenti contatti oltre il nostro territorio,qui operano alacrementr nei laboratori e nei loro studi. Si tratta di giovani interessanti, come validissimi sono gli appartenenti ad altre generazioni:solo due nomi, Armando Evangelisti il più giovane, proveniente dall'Accademia di Belle arti di Carrara, e il più anziano, Piero Cantini, che per tanti anni ha collaborato con Walt Disney ed ha conosciuto il grande Fattori.
Simbolicamente li applaudiamo per ringraziare tutti gli intervenuti, pittori, scultori, grafici, pubblico, ed un grazie vada agli iscritti alla Pro Loco che hanno -anche in questa occasione - dato il loro contributo lavorativo in questa mostra, al comune di Seravezza ed in particolare all'assessorato alla cultura, alla famiglia Jenco ed alla stampa tutta.

stralcio del discorso inaugurale di L.Gierut

 
 
 

NELLO SPAZIO DELLA SUPERFICIE
di Andrea B. Del Guercio

L'esposizione che questo volume documenta, relativo allo stato oggettivo del luogo e delle diverse opere che vi si installano, vuole essere una ulteriore tappa in questo percorso critico ed espressivo teso alla migliore e più qualificante interpretazione della scultura contemporanea.
Ogni sala viene ad essere abitata da presenze plastiche precise, caratterizzate da grande linearità ed incisività, così come ali' estemo, sul piazzale antistante.il viale e le colline subito prospicenti. ricevono nuovi segni rispettosi ma tangibili. In questo contesto ambientale, naturale ed architettonico, è venuta a maturazione la scelta per un titolo che avrebbe raccolto le opere plastiche e pittoriche che presentano i caratteri diversi della linea, della superfìcie, dello spazio, del segno, del segnale...
Si trattava cioè di costruire un percorso espositivo a carattere apeno e di grande respiro, cioè non raccolto ne' racchiuso all'interno del 'blocco', contenitore di verità e segreti; la superficie diventa spazio per la scrittura, per l'accumulo dei segni, luogo della progettazione ideale e tangibile, delle proposte civili e della sperimentazione formale e tecnica di supporto...

tratto dal catalogo della Mostra

 
 
 

La Giuria prende atto dell'ampia adesione al 1 Premio Intemazionale di Poesia « Marco Tanzi» al quale hanno partecipato 298 poeti da ogni parte d'Italia a sottolineare l'adesione morale, le finalità e gli scopi prefigurati nel bando e l'esigenza di creare le occasioni di un confronto critico aperto.
La Giuria ha ritenuto opportuno, dopo un attento esame delle poesie pervenute, di dover esprimere il proprio compiacimento per la significativa partecipazione di alcuni poeti rappresentativi per i quali stabilisce speciale riconoscimento: Biagio Arixi di Roma, Renzo Barsacchi di Donoratico, Renzo Bemporad di Firenze. Marcella Camillucci di Roma. Pia D'Alessandria di Roma, Bruno Fattori di Pisa, Raffaella Spera di Roma. Antonio Zanda di Bellinzona (Svizzera), consapevoli che la loro partecipazione qualifica il premio e testimonia la viva sensibilità nei confronti delle finalità e del significato dello stesso...

tratto dal Verbale della Giuria presente sul catalogo del Premio


 
 
 
 

“Cifre impresse a fuoco, messaggi di un’io inespresso”
di Francesca Mariotti


"all'origine dell'idea esiste, per certo, un desiderio d'altro.
questo altro, avvertito, da origine alla vertigine... dalla vertigine un'energia che da forma...concretizza"
D. Benvenuto


Idee, linee e colore che si realizzano e che si evolvo no librandosi nello spazio, prendendo corpo e superficie, materia e anima, e realizzare un'opera d'arte. Daniele Benvenuto artista e architetto sembra cogliere e concretizzare linee punti e colori dalla lezione di Kandinskj.
I suoi acquerelli, "..vertigini dall'interno all'esterno...", molto ci ricordano ed hanno in comune con le fantasiose e "sonore" composizioni del grande maestro. Anche nei suoi disegni infatti prendono il volo piccole figure geometriche, che leggere si librano nell'aria e nello spazio, creando una armonia di segni e figure, dolcemente sfumate da colori che imprimono un contenuto ed una emozione nello spettatore.
Ma in Benvenuto l'idea deve trovare una realizzazione più concreta della tela o del foglio in cui viene fissata e crescere e trovare materia in cui manifestarsi e divenire eterna. Il bronzo, soddisfa tale esigenza e innalza lo spessore e la forza espressiva: ciò che prima si coglieva e si intuiva diventa certezza. Cifra impressa a fuoco, indelebile nel tempo e nello spazio, "concretezza" esaltante di un pensiero, di una voglia di esprimere e di "urlare" emozioni al mondo. Energie che assurgono a significanti, messaggi di un'io inespresso; tale ne è la forza quanta ne è lieve l'espressione. Sembra quasi che il contrasto tra materia utilizzata e messaggio espresso delicatezza dell'animo umano, se certa e salda, assume la stessa robustezza del metallo più resistente e pesante. D'altra parte Benvenuto è anche poeta e come tale esprime e trasmette e emozioni e le incertezze di ogni accadimento umano, con una sensibilità ed una lirica attenzione non sempre facile da cogliere.
Le sue sculture, opere di grande possanza materica, diventano lievi ed elevate creature che volano e giocano con linee e curve leggere, che si librano nello spazio, che danzano sulle note della fantasia come "i Danzatori", essenziali ed efficaci nel rendere l'armonia dell'insieme espresso. Inquietante dissonanza che esprime una continua ricerca di composizione e di equilibrio in cui trovar "un'ipotesi futura... Mentre si dipana l'attesa ansiosa dell'ossigeno...corroso il dubbio relativo al fine..respiro tra i grovigli,..cerco l'attimo, intorno esiguo (come la retta parallela al nulla)..." (da "Fragili equilibri" di D.Benvenuto).