Un organismo dinamico e complesso "Il parco del tempo libero" è un tema indiscutibilmente attraente.
Il progetto raggiunge un risultato, quanto crea una dimensione percepita, immaginata in un desiderio interiore di essa.
Quindi il mio approccio al progetto è sempre guidato da un desiderio, da un'intenzione interiore di ricreare,
nella composizione, un proprio intimo disegno, la propria visione dello spazio.
La luce, il colore, l'orizzontalità prediletta, non senza acuti che ne sottolineano lo spessore, ed in questo
caso, un senso ludico pervade i fronti, con l'intento lieve che guida, come ritagliare "origami".
L' idea possiede un'energia che si dipana in moduli di uguale superficie, e due "testate", che interrompono il ritmo
modulare delle aree coperte, e si aprono, nel medesimo tempo, creando spazi aperti di flusso.
Le coperture inglobano, longitudinalmente, un accesso alla luce solare per mezzo di un taglio che attraversa l'intero
spazio del foyer.
Un grande spazio ellittico, trasparente è deputato all'incontro, alla divulgazione degli eventi.
Una torre tendente a trasmettere a distanza un luogo creato per l'incontro.
L'ordinarsi delle linee organizzate per convergere all'idea, nell'infinità di composizioni possibili che tentano
di catturare con la forma, lo spazio, sono evocate, chiamate da un costante stato di "reverie": quella dimensione
nella quale si è più vicini alla poesia, all'istinto di sintesi delle proprie emozioni, individuando
ipotesi, nella consapevolezza del tentativo di ordinare la percezione del caos.