VIAREGGIO - Un salto nel passato, con lo sguardo al futuro. Il Royal punta ai fasti dei bei tempi
andati, con un occhio ai congressi come chance per la bassa stagione.
La riapertura del grand hotel, prevista per fine marzo dopo cinque mesi di lavori, coinciderà con
l'inaugurazione della nuova veste costata circa un miliardo e mezzo. Dopo la precedente ristrutturazione dei
quattro piani, ecco restaurati anche gli esterni e rinnovate le dieci camere del quinto piano insieme alle due
suite ospitate nelle torrette. «Il recupero è partito a novembre — spiega l'architetto Daniele Benvenuto,
direttore dei lavori — dopo una minuziosa fotografia del degrado degli intonaci e del cemento armato esterni.
Uno studio che ha richiesto diversi mesi, visto che l'incarico risale al marzo '98, anche per onorare le richieste
della Soprintendenza che vincola l'edificio. Ma il placet delle Belle arti e del Comune non si è fatto
attendere, e 'hotel riaprirà nei tempi previsti».
La ditta Habitat ha montato 6mila metri quadri di ponteggi: «Ripulendo le facciate, sono venuti alla luce diversi
elementi neorinascimentali come bifore, scudi e rosoni. Ma il restauro ha anche rivelato cinque diverse
colorazioni, sotto il giallino uniforme che non rendeva merito alla varietà degli elementi decorativi».
Così la ditta Grotti, incaricata della tinteggiatura, sta lavorando con una gamma che va dal giallo Napoli
all'avorio, fino al tabacco. Per ora invece le persiane fronte mare rimangono verdi, marroni quelle sul retro.
«A impreziosire le facciate laterali saranno le decorazioni originali di Galileo Chini, riportate all'antico
splendore. Mentre gli eredi del maestro presteranno disegni originali da riprodurre con la tecnica dello stencil».
Il progetto firmato dall'architetto Benvenuto con il collega Simone Menichini ha previsto anche il ripristino del
cemento armato per mensole e balconi, nonché il recupero delle camere dell'ultimo piano e delle suite nelle
torrette. Ma il direttore del Royal, Marino Patruno, vanta anche «le cucine megagalattiche rimodernate lo scorso
anno, in grado di sfornare anche 300 pasti al giorno. E presto sarà la volta di metter mano
all'illuminazione esterna, come ai cancelli dei primi Novecento. Senza trascurare di ridare lustro alla pisana».
Un investimento totale di circa 10 miliardi da parte della Saita, società milanese proprietaria
dell'edificio sin dal 1929, che nel '90 ne ha ripreso anche la gestione. Amministrata da Riccardo Ratti, la Saita
raduna diversi alberghi italiani sotto il vessillo Marco Polo Hotels e fa parte della catena internazionale Best
Western.
«L'obiettivo è restituire a Viareggio uno dei suoi simboli più rappresentativi. Inoltre si punta ad
allungare la stagione, anche a vantaggio delle 45 persone alle quali il Royal da lavoro. Restare aperti tutto
l'anno sarà difficile — calcola Patruno — ma con congressi e banchetti, una volta ripristinato il salone
delle feste l'hotel potrà funzionare a febbraio come a novembre». Intanto il carnet è già
ricco di prenotazioni per Pasqua. Mentre nel '98 il Royal ha registrato 35mila presenze in 6 mesi.
L'unica spina nel fianco è la stella mancante: «E' avvilente spiegare che un hotel così prestigioso
ha solo 3 stelle perché manca l'aria condizionata. Tuttavia il volume di oltre 10mila metri quadri e i soffitti
alti 5 metri richiederebbero un impianto troppo oneroso. Per fortuna o bravura, però, il Royal non sembra
scontare quest'attentato all'immagine».
V1AREGGIO - La prima pietra risale a fine Ottocento, quando sorse la villa di tre piani chiamata «Casa del Nelli», poi adibita a hotel. L'inaugurazione del Rovai risale invece al 1925, su progetto dell'architetto viareggino Belluomini. che aggiunge due piani e punta a emulare il mondo patinato della Croisette. L'albergo diviene così mèta ambita della nobiltà europea, come testimoniano i giornali dell'epoca documentando la presenza dei Savoia, dei Duchi d'Aosta e della principessa del Belgio. Ed ecco il «Grand Hotel et Royal» animato da «la vita più brillante dell'elite italiana e straniera», grazie anche «al vanto di una posizione oltremodo felice». A ospitare «grandi feste da ballo, trattenimenti di mondanità e di arte» è un edificio decantato come «magnifico, con l'imponente vestibolo risplendente di specchi e di stucchi», all'insegna di «una moderna eleganza di gusto elettissimo, nei mobili pregevoli e nelle decorazioni sobrie e felici».