E' uno dei simboli del turismo
Il Royal riapre a fine marzo
Dopo i lavori di rinnovo
costati un miliardo e mezzo

Nuovo Make up per il Royal. Incartato da alcuni mesi con teloni e ponteggi, lo storico hotel del lungomare il 30 marzo finalmene riaprirà i battenti in veste rinnovata.
Il restyling, cominciato il 1° novembre scorso ad opera della ditta Habitat spa vincitrice della gara d'appalto con un importo di lavori per oltre un miliardo e mezzo, è seguito dall'architetto Daniele Benvenuto coadiuvato dal collega Simone Menichini che hanno realizzato un'importante ricerca d'archivio per l'individuazione delle metodologie d'intervento più idonee a rivalorizzare l'edificio che ha subito gli ultimi ritocchi solo negli anni '60.
I lavori di ristrutturazione del Grand Hotel Royal prevedono infatti un'opera di restauro e ripristino dei colori originari di tutte le facciate esterne, la messa a norma e ristrutturazione delle camere dell'ultimo piano (con particolare attenzione alle due suite posizionate nelle torrette), l'organizzazione al piano terreno di sale riunioni, l'apertura di una grande e moderna cucina, oltre ad una pulizia della parte esterna del giardino e della piscina e alla sistemazione della cancellata.
Verrà data nuova vita anche alle preziose decorazioni firmate da Galileo Chini, grazie alla collaborazione della famiglia che per l'occasione metterà a disposizione i disegni originali. Già molte sono le prenotazioni per il «tré stelle» nato alla fine dell'800 (la celebre villa detta «Casa del Nelli») ed ingrandito intorno agli anni Venti dall'architetto Belluomini e che oggi misura circa 10 mila metri quadrati distribuiti su cinque piani con 107 camere, un personale di 45 elementi ed un giro di presenze nei sette mesi del '98 che oscilla sulle 35 mila persone.
«La volontà è quella di restituire alla città un simbolo di valore inestimabile — spiega Marino Patruno direttore d'albergo della Saita spa di Milano, la ditta che da cinquanta anni gestisce l'albergo — intendiamo poi allungare la stagione d'apertura alimentando il mercato dei convegni e dei banchetti»..


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